
🎥#ELETTRITV💻📲 Mi chiamo Easysteps e vengo dalla Nigeria, da 10 anni sono qua in Italia e faccio rap music. La musica è una cosa che amo da tanti anni, ho ascoltato rap music e poi dopo mi sono deciso a iniziare a scrivere le mie canzoni, dal 2020 nel periodo del Covid ho iniziato a prendere sul serio, ho fatto uno o due brani in inglese, afrobeats. Eh, dal 2020 ho fatto due album. Uno si chiama Xpression e quell’altro era Alert e sono disponibili anche sul web e altri canali social. Dal 2025, ho iniziato a fare qualcosa in italiano, sono riuscito a scrivere Perugia e Antonini. Eh, Perugia.
Come sono nate queste canzoni?
E praticamente, Perugia, ho deciso di fare qualcosa un po’ particolare come prima canzone in italiano, ho dovuto fare qualcosa in cui la gente comprendesse subito, ecco perché ho scelto Perugia, perché è la prima città in cui sono atterrato quando sono entrato in Italia e poi a raccontare la storia che vedo e vivo tutto il giorno. Eh, e poi dopo Antonini, ispirata alla ditta in cui lavoro dal 2023, perche’ lavoro con Antonini e mi trovo bene e ho deciso di scrivere qualcosa sul mondo del lavoro.
E in che ambito?
Lavoro nell’edilizia, facciamo lavori di edilizia, lavori stradali, e’ lavoro duro, sì, ma comunque noi siamo uomini, quindi siamo più duri [sic!] e ho fatto questa canzone per tutti gli operai, tutti i lavoratori per poi toccare i punti del mondo del lavoro. Sì. E così che nasce Antonini.
Uomini duri, però quel lavoro è logorante. Logorante. Cioè fatica.
Sì, sì, sì. Logorante.
Ehm, quindi tutto scritto in italiano, tutto scritto in italiano da me, perché io tutte le mie canzoni ci metto il cuore a scrivere. Io ci metto tutto me stesso, quindi se ascolti bene Antonini è come se al 60% sto parlando di me stesso, quindi ci sono dentro in questa situazione.
E nascono dentro quando lavori?
Sì, anche quando lavoro. Posso dire che il 50% l’ho scritto mentre lavoro, quando sto lavorando, tiro fuori il cellulare e scrivo subito, come sento la trivella che fa rumore scrivo subito. Tutte mie canzoni sono le cose che vedo in giro intorno a me, cerco di mettere la realtà dentro la mia musica.
Ecco, infatti è una bellissima canzone, insomma, proprio reale!
Reale, sì.
Eh, però tu mi mi dicevi che hai iniziato a scrivere canzoni già in Africa.
Sì, sì, sì. Ho iniziato a scrivere quando ho ascoltato la vita di un artista che ha detto come ha iniziato a scrivere le canzoni e poi io ho detto; ah forse posso fare anche io questa cosa.
Chi era questo artista?
Ah, è un intervista di un famosissimo artista americano che adesso è morto, si chiama Tupac e ha detto come ha iniziato a scrivere i suoi testi.
Però stavi in Africa?
Stavo ancora in Africa, giovane, giovanissimo e di lì ho cominciato, ho iniziato a scrivere, ho scritto un paio di cazzate, poi così,cosà….
in che anno era?
Eh, di preciso non so, dal 2000-2001, sì, ma sai come tutti gli artisti, io so che forse quasi tutti hanno avuto questo periodo, in cui quando iniziano a scrivere le canzoni è sempre per amore.
Quindi ho sempre scritto qualcosa dell’amore, a un certo punto ho detto basta. Mh, dai, dai, facciamo qualcosa della realtà, la cosa che ha più senso che riesce a parlare ed a entrare nei cuori della gente. Eh, nasce il rap come sempre rap. Sì, sì, sempre rap. Rap.
Ma non c’è qualche influenza musicale africana?
Sì, perché in quel periodo 2000-2001 il rap già c’era in Nigeria, ma e’ un genere venuto dall’America. Noi sembra che stiamo sempre a fare le cose venute dell’America, capito? Fai così l’imperialismo, da noi era proprio così, imitare il mondo anglofono, inglese americano. Poi quando è nato Afrobeats, abbiamo avuto tanti artisti nigeriani che hanno iniziato a convertirsi da rap a Afrobeats pop.
Afrobeats è un genere proprio nigeriano?
È un genere nigeriano, sì.
O africano?
Nigeriano. Nigeriano.
E come e’ nato questo genere? Afrobeats.
Afrobeat è nato grazie a un famosissimo artista che adesso è morto che si chiamava Fela Anikulapo Kuti. Eh, Fela Kuti.
Di che città è?
Era di Lagos, in Africa, Nigeria. Lui è famosissimo, ma adesso è morto, Arfobeat e’ un genere di musica nato grazie a lui, diciamo, no proprio funk, era un funk mischiato di jazz, musica tradizionale africana è una fusione. Sì, è una cosa che del genere che poi da lì o più avanti più avanti altri artisti hanno cominciato a modificare questa musica che nei primi anni 2000 e’ diventata (Afrobeats con la S finale), musica elettronica.
Quello che ha ispirato a te?
Eh, anche questo mi ha ispirato molto perché ho visto come hanno usato questo genere di musica per cercare di trasmettere il messaggio tra la gente e poi prima non era per ballare, era soltanto per ascoltare. Ma adesso si può anche ballare.
Ci sono dei festival musicali in Nigeria?
Eh sì sì, ci sono festival, ma non sono grandi festival come Umbria Jazz, ci sono altri festival che magari fanno ogni mese.
Due anni fa è venuto uno dei figli di Fela kuzi a suonare a Umbria jazz.
Quindi, ti devono invitare anche te la prossima volta che viene.
Sì. Eh, come no? Come no? La cosa è che sono grandi artisti, quindi io spero di condividere il palco con loro un giorno e so che questo è un sogno di tutti gli artisti di avere un palco grande con i grandi artisti.
E quindi gli album che hai fatto?
Ho fatto due album, il primo è Xpression, scritto in inglese, questo album e’ di quasi 15 brani, poi quell’altro si chiama Alert con sette canzoni, adesso per questo anno 2026 sto pensando di far uscire un altro album prima dell’estate.
E questo album come si chiama?
Tradition, Tradiction, in inglese oppure tradizioni, ancora sto pensando al nome da dare a questo album perché nella testa mia adesso stanno girando tante cose, sto pensando ancora quale nome devo dare. Nel nuovo album ci saranno i singoli Perugia e Antonini.
E Perugia com’e’ stata con te la città?
Ah, sì, Perugia è una bella città, è una città tranquilla. Perugini, sono bravi, a parte che ci sono delle persone un pochino complicate, un po’ razzisti, io a questa parola razzismo non ho mai creduto, perché io so che anche fra i neri, fra i bianchi esiste questo atteggiamento, quindi io non voglio puntare a una cosa contro bianchi e neri.
Ma comunque hai subito razzismo?
Sì, sì, gira un po’ di razzismo, anche nel posto di lavoro, io ho visto, ho vissuto queste cose, io so quando tu sei lì e poi come se tu non vali niente, oppure quando vedono un nero che è vestito bene, non gli piace, pensano che tu sei un schiavo e devi rimanere come uno schiavo.
E invece Perugia che è una città universitaria, una città multiculturale da un certi punti di vista. C’è lo spazio per cantare. Hai già suonato, cantato da qualche parte?
Sì, sì, sì. Ho cantato alla sala del notari, in centro, dove c’era anche la sindaca e altri personaggi importantissimi, perché c’era la festa della canzone Perugina e poi siccome in quel periodo è uscito anche questo singolo Perugia gli e’ piaciuto subito, poi mi hanno invitato a cantare davanti a delle persone dove c’era anche la sindaca Vittoria Ferdinandi.
Un saluto come ti pare a te perché siamo giunti alla conclusione.
Eh, prima di tutto voglio dire grazie a Elettritv perche’ mi avete ospitato e questa è una grande esperienza per me, posso dire che questa è la mia prima intervista che ho avuto da quando faccio la musica. La musica io l’ho sempre presa come una cosa personale, l’ho fatta sempre per la gente e da quando ho iniziato a fare le canzoni in italiano dopo Perugia, Antonini, ho sentito di essere un cantante, capito? Quando vado in giro la gente vuole fare foto con me, mi dicono eccolo, eccolo, eccolo!
Quindi vabbè una bella cosa. Mi sento un vero artista, anche se sono un vero artista, devo sempre sudare con la pala in mano con Antonini.
Un Saluto a tutti i colleghi di Antonini! eh, i miei capi meno!
Eh, saluto tutti i Perugini e Bastia e tutta l’Umbria! Easy Steaps, one love.
Ja.
Afrobeats da non confondere con Afrobeats
Perugia
[TESTO] di Easysteps
“Korus”
Perugia
La vita di straniero
Sveglio la mattina
Penso cosa fare
Perugia
La città di operaii
Bianchi e neri
Nella stanza barca x2
Perugia
La città con il pericolo
Polizia in borghese
Molto pericolo
Ti beccano come Wi-Fi
Quando arrivano
Sempra film del SCI FI
La terra della madre
Chi spaccia la droga
Chi finisce male
La vita di un ragazzo di colore
con madre
Che devo fare
Sto bene con my dread
Sudo sotto sole
Mia pelle piu nero
Un Nero originale
E Mio flow più puro
non Dimenticate
Mi chiamano Easysteps
Ogni passo che prendo
E come gioca un jess
Figlio mio
prendi un lavoro
E fai bravo
Studia all’università
Per avere diploma
Sul serio
Tanti fratelli
Finisce a zero
La vita é bella
tieni duro
Ballavo con la gente a balazano
A club grandisca
Tutti quanti che sudavano
Per respirare
Bell’aria della città
L’aria di libertà
Le luce della città
Perugia
“Korus”
Perugia
La vita di straniero
Sveglio la mattina
Penso cosa fare
Perugia
La città di operaii
Bianchi e neri
Nella stanza barca x2
Perugia
La città con il pericolo
Polizia in borghese
Molto pericolo
Ti beccano come Wi-Fi
Quando arrivano
Sempra film del SCI FI
Vado in studio bzeta
La mia passione
Da A alla zeta
Mento in pratica
La legge della città
Gli amici luce blu
Sempre sul mio carrr
Sabato sera con gli amici
A 110, bevo un po’ di whisky
Centro della città
Ascoltò un po’ di musica
Tempo di Umbria jazz
San Sisto, lacugnano
perugino, nestle caffè
Fumo un po’ da mi fregga
Domani mattina no lavoro
O yeah!
Faccio come Singapore
Bam bam
Yo, it is of course
Ho un po’ da fare
Questa canzone per Perugia
Era una cosa da fare
Don bosco salesiano
Grand da fare
Per dare futuro
Ai giovani, mestieri
É Mezzo giorno
Tocca pregare “angelus”
Rest in peace
Prof. Perri
Questa la mia città
Perugia
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