La_Canzone_per_Carlo_Giuliani_tute_bianche_disobbedienti_no_global__g8_genova_2001_bolzaneto_diaz
🎥#elettritv📲💻 Gian Piero Alloisio è un cantautore poliedrico e imprevedibile autore e coautore di canzoni di Francesco Guccini, Gaber-Jannacci, Gianni Morandi, autore e interprete di Teatro Canzone (Assemblea Musicale Teatrale, Teatro Stabile di Genova, Teatro della Tosse). Scrive canzoni, dall’incontro del Teatro Quartiere di Oregina, di cui faceva parte il padre Sergio Alloisio, con gruppo il rock progressivo La Famiglia degli Ortega (Alberto Canepa, Bruno Biggi e Gianni Martini) nasce l’Assemblea Musicale Teatrale, gruppo di cui Alloisio fa parte fino allo scioglimento. Su invito dei genitori di Carlo Giuliani, ha scritto “Canzone per Carlo” contenuta nel dvd “Quale verità per Piazza Alimonda” [VIDEO] Testo in fondo pagina.

“La piu’ grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale”

Summit dei potenti della Terra g8 di Genova, 20 Luglio 2001 ore 14:59 i Carabinieri del 3^ battaglione Legione Lombardia coordinato da Mario Mondelli Vice Questore di Cuneo, contravvenendo alle disposizioni del responsabile della Centrale Operativa PS che aveva dato indicazioni di dirigersi, velocemente perche’ stava arrivando un altro corteo, in piazza Giusti nei pressi del carcere di Marassi [Audio], dove era in atto un azione dei Black Bloc, finti anarchici, come rivelato dal caso del poliziotto infiltrato inglese nel 2013. Invece i quattro plotoni circa 200 Carabinieri, comandati da Antonio Bruno in modo autonomo si fermano in via Tolemaide, scendono inspiegabilmente dagli automezzi blindati e si preparano in assetto antisommossa, prima caricano i giornalisti e gli operatori televisivi, tra cui Giulietto Chiesa testimone nel processo [VIDEO], che erano alla testa del corteo autorizzato dei Disobbedienti le “Tute bianche”, poi i Carabinieri lanciano gas lacrimogeni e caricano usando anche spranghe e bastoni verniciati di nero al posto dei manganelli tonfa in dotazione [FOTO], il Corteo autorizzato pacifico del movimento dei Disobbedienti le “Tute bianche” dei Centri sociali in via Tolemaide, tra quei manifestanti nelle prime file c’era Carlo Giuliani [VIDEO] [FOTO]. Dopo un ora circa di cariche e contro cariche tra i plotoni dei Carabinieri e i manifestanti del corteo autorizzato bloccato in via Tolemaide, dopo ripetuti solleciti da parte della Centrale Operativa e la mediazione di un gruppo di contatto formato da parlamentari e consiglieri comunali, i Carabinieri si ritirano, lanciando ad alta velocita’ in modo criminale alcuni blindati OM 55 tra i manifestanti del corteo ai quali si aggiungono mezzi anfibi corazzati FIAT 6614 della Polizia di Stato. Il Vice Questore Adriano Lauro referente di piazza e presente con il battaglione dei Carabinieri CCIR “Echo” – 12º btg “Sicilia” in piazza Alimonda ordinera’ una carica senza alcun motivo al fianco del corteo autorizzato dei Disobbedienti le “Tute Bianche” in via Tolemaide, nel quale lo stesso Vice Questore sara’ filmato mentre lancia dei sassi [VIDEO], insieme ad alcuni Carabinieri, verso i manifestanti ammettendolo durante il processo, Adriano Lauro e’ stato promosso Questore di Pesaro Urbino nel 2017, oggi lavora all’Ufficio Centrale Ispettivo. I circa 70 Carabinieri seguiti da due Defender senza blindatura, si ritireranno frettolosamente inseguiti dai manifestanti, un Defender dei Carabinieri durante la manovra della ritirata rimane apparentemente bloccato contro un cassonetto per rifiuti dietro al quale era nascosto un Carabiniere, lo stesso automezzo Defender dei Carabinieri in cui non e’ ancora chiaro quanti militari contenesse, viene assaltato violentemente dai manifestanti, un Carabiniere spara ad altezza uomo con la pistola d’ordinanza e uccide Carlo Giuliani, il Defender passa sopra il suo corpo per due volte, un cordone di Carabinieri e Polizia di Stato [VIDEO] circonda il corpo di Carlo Giuliani zampillante di sangue in testa con il battito cardiaco attivo, viene fotografato con il volto senza passamontagna, con una pietra accanto, la stessa che secondo l’autopsia sarebbe stata tirata sulla fronte, successivamente ai fori dei proiettili di pistola, probabilmente durante il decesso da qualche agente per montare la storia falsa della morte con il sasso teatreggiata del Poliziotto e trasmessa in televisione urlando verso i manifestanti: “L’hai ucciso tu, con il tuo sasso”.
Un altro contigente dei reparti mobili della Polizia di Stato di Firenze e Bologna “Gamma 19” comandato dal dirigente Pagliazzo Bonanno nel frattempo arriva da un altra via al carcere di Marassi dove trova i resti di macchine bruciate, ma non ci sono piu’ i pittoreschi Black Bloc, allora si dirige in piazza Manin su ordine della Centrale Operativa e carica inspiegabilmente i manifestanti pacifisti della Rete Lilliput, ferendo circa 70 persone, 2 persone vengono fermate, fatte prigioniere come da ordine [VIDEO dal min 9:15]
Nello stesso giorno il Vice Presidente del Consiglio Gianfranco Fini e alcuni parlamentari di Alleanza Nazionale erano presenti dalle 9:00 del mattino, per alcune ore, del 20 Luglio 2001 nella sala della Questura e in quella dell’UTG-Prefettura di Genova, [VIDEO min 1.44] come riportato anche da un articolo di La Repubblica.
>> https://video.repubblica.it/politica/sentenza-diaz-fini

DIAZ

Gli abusi e le violenze sono continuate nella giornata del 21 luglio fino a culminare nell’irruzione violenta e il pestaggio da parte della Polizia di Stato primo reparto mobile di Roma diretto da Vincenzo Canterini, autorizzata dal capo della Polizia di Stato Gianni de Gennaro e dai vertici delle Forze dell’ordine Pubblico e isituzionali, nelle scuole Diaz Pertini e Pascoli dove i Poliziotti motivati su ordine dei dirigenti introdussero le false molotv, simularono un accoltellamento e il ritrovamento di falsi indumenti neri dei fantomatici Black Bloc, la Diaz era il centro del coordinamento del Genoa Social Forum, il cui portavoce era Vittorio Agnoletto. La mattanza da manuale di fascismo democratico prosegui quando gli arrestati furono portati nel carcere di Bolzaneto con la Tortura psicologica e fisica spinta da un profondo odio represso, strutturato dalla dottrina militare gerarchica reazionaria; alla fine della riunione del g8 è risultato che le Forze dell’ordine hanno impiegato oltre 6.000 candelotti lacrimogeni; dalle relazioni di servizio dei carabinieri risulta che sono stati esplosi almeno quindici colpi di arma da fuoco oltre quelli che hanno ucciso Carlo Giuliani. Un bilancio impressionante e senza precedenti nella storia repubblicana. Interrogativi inquietanti circa l’effettiva gestione dell’ordine pubblico e l’operato delle medesime Forze dell’ordine affiorano ormai anche dalle inchieste della magistratura. [PROPOSTA DI INCHIESTA PARLAMENTARE pag.1]

TRIBUNALE DI GENOVA dalla Sentenza del 18.05.2010 – IMPUTATI

1) GRATTERI Francesco comandante del VII Nucleo Sperimentale I Reparto Mobile di Roma della Polizia di Stato
2) LUPERI Giovanni
A) del delitto di cui agli artt. 110, 61 n. 2, 479 c.p. perché, partecipando, con funzioni di controllo e comunque, per la qualità rivestita, di responsabilità di comando, all’organizzazione e alla conseguente esecuzione di una perquisizione ad iniziativa autonoma ex art. 41 R.D. 18 giugno 1931 n. 773 (TULPSS) dell’edificio scolastico A.Diaz-Pertini, sito in Genova, Via Battisti, con l’impiego di oltre duecento operatori, tutti appartenenti a vari Reparti ed Uffici della Polizia di Stato, operazione che si concludeva con l’arresto in flagranza di tutte le persone trovate al momento all’interno del medesimo edificio o ritenute comunque occupanti lo stesso, al fine di costruire un compendio probatorio a carico di tutti i predetti arrestati e, quindi, per commettere i reati di cui al capo d’accusa sub b) ed e), nonché per giustificare la violenza usata nei confronti dei medesimi arrestati in occasione dell’irruzione all’interno dell’istituto e la causazione di lesioni (molte delle quali gravi) alla quasi totalità di costoro e, pertanto, per assicurare l’impunità dei reati commessi ai pubblici ufficiali che avevano posto in essere tali condotte, in concorso tra loro e con il Prefetto La Barbera Arnaldo, direttore dell’Ucigos, nonché con gli Ufficiali ed Agenti di P.G., materiali redattori e/o sottoscrittori degli atti trasmessi all’A.G. in relazione all’arresto di Albrecht Thomas ed altre novantadue persone che venivano denunciate per i delitti di associazione per delinquere finalizzata alla devastazione ed al saccheggio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, possesso di congegni esplosivi ed armi improprie (relazioni di servizio, verbali d’arresto, perquisizione e sequestro, comunicazione notizia di reato), attestavano fatti e circostanze non corrispondenti al vero.

>>

http://www.elettrisonanti.net/wp-content/uploads/2020/07/processig8.net_Udienze-Diaz_Ud.-018ap_diaz_motivazioni_sentenza_condanna_g8_genova_2001.pdf

Arnaldo_Cestaro_Diaz_Genova_2001_Sentenza_Corte_Europea_Diritti_Uomo del_7_5_2015_Ricorso_n.6884_11
Grazie al ricorso alla CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO di Arnaldo Cestaro originario del Comune di Agugliaro, sessantunenne nel 2001, aveva partecipato con gli amici compagni di Rifondazione Comunista di Montecchio Maggiore alle manifestazioni NO GLOBAL antagoniste al g8 a Genova nel 2001, la sera stava tornado alla stazione Brignole per cercare un posto dove passare la notte, doveva ripartire il giorno successivo per un atto di generosita’ verso una sua compaesana, sulla strada ha incontrato una donna che gli ha indicato la sede del Genoa Social Forum, la scuola Diaz. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha sentenziato a favore di Arnaldo Cestaro, perche’ svegliato nel sonno nella scuola Diaz dalla Polizia di Stato in tenuta antisommossa, nonostante avesse le braccia alzate fu massacrato di botte dagli agenti della Polizia di Stato in assetto antisommossa, fu colpito soprattutto sulla testa, le braccia e le gambe, i colpi ricevuti gli provocarono fratture multiple: fratture dell’ulna destra, dello stiloide destro, del perone destro e di varie costole (10) perdendo parzialmente la sensibilita’ degli arti. Secondo le dichiarazioni dell’interessato rese al tribunale di Genova, il personale sanitario entrato nella scuola dopo le violenze lo aveva preso in carico per ultimo, nonostante le sue richieste di soccorso. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Repubblica democratica italiana a risarcire Arnaldo Cestaro e ad’adeguare l’ordinamento giuridico con il reato di Tortura, perche’ alle scuole Diaz e Pascoli, ma anche al carcere di Bolzaneto, di Tortura fisica e psicologica si e’ trattato. Gli agenti responsabili del crimine fisico e psicologico hanno il dovere, se non gia’ processati, di costituirsi in una Procura della Repubblica italiana.

Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 7 aprile 2015 – Ricorso n. 6884/11 – Cestaro c. Italia

>> https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.page?facetNode_1=0_8_1_85&facetNode_2=1_2(2015)&contentId=SDU1158721&previsiousPage=mg_1_20

>> Interviste a Arnaldo Cestaro, ha raccontato che oltre ad essere stato massacrato di botte, ha assistito agli orrori della Diaz, tra cui quando ad una ragazza sono stati strappati i piercing a vivo dagli agenti della Polizia di Stato in tenuta antisommossa. [VIDEO] 1 [VIDEO] 2 [VIDEO] 3

CARCERE DI BOLZANETO

La trasformazione della caserma di Bolzaneto in un carcere “lager” comincia le settimane prima con l’arrivo dei Gom, Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, reparto speciale istituito nel 1997 con a capo Enrico Ragosa un ex generale del Sisde [Foto].
“Il cancello si apriva in continuazione dai furgoni scendevano quei ragazzi e giù botte. Li hanno fatti stare in piedi contro i muri. Una volta all’interno gli sbattevano la testa contro il muro. A qualcuno hanno pisciato addosso, altri colpi se non cantavano faccetta nera. Una ragazza vomitava sangue e le kapò dei Gom la stavano a guardare. Alle ragazze le minacciavano di stuprarle con i manganelli…”
>> https://www.repubblica.it/online/politica/gottododici/pestaggi/pestaggi.html
Le persone ristrette presso la caserma di Bolzaneto hanno subito umiliazioni, offese e insulti in riferimento alle loro opinioni politiche (quali “zecche comuniste” “bastardi comunisti” “comunisti di merda” “ora chiama Bertinotti“ “te lo do io Che Guevara e Manu Chao” “Che Guevara figlio di puttana” “bombaroli” “popolo di Seattle fate schifo” ed altre di analogo tenore), alla loro sfera e libertà sessuale, e alle loro credenze religiose e condizione sociale, (quali ebrei di merda, frocio di merda ed altre di analogo tenore), e fossero costretti ad ascoltare 10 espressioni e motivi di ispirazione fascista contrariamente alla loro fede politica (quali ascolto obbligato del cellulare con suoneria costituita dal motivo “faccetta nera bella abissina”, ascolto della filastrocca “un due tre viva Pinochet quattro cinque sei a morte gli
ebrei”, pronuncia da parte delle persone offese contro la propria volontà di espressioni quali “viva il duce”, “duce, duce” ed altre di analogo tenore), così sottoponendo le persone offese ad un trattamento offensivo della loro libertà morale, politica e religiosa.
>> http://processig8.net/Bolzaneto.html
Marco Poggi l’ifermiere testimone chiave del processo dei fatti di Bolzaneto: Perche’ quando io vedo degli ufficiali con le braccia concerte che ridono metre sui uomini massacrano di botte dei ragazzi [VIDEO min 0:54 ]
Giacomo Toccafondi medico della caserma di Bolzaneto [FOTO], dal libro l’Infame di Bolzaneto: “Il medico era quasi sempre vestito con tuta mimetica, con una maglietta blu con scritto `Polizia penitenziaria`. Io, in tanti anni, non ho mai visto un medico prendere servizio con la mimetica. Non aveva l`atteggiamento che dovrebbe tenere un medico in quelle circostanze, e cioè di mettere a proprio agio i pazienti, specie i traumatizzati. Aveva un modo di fare spavaldo. Diceva ai giovani manifestanti: `Te lo dò io il Che Guevara`, `Sento puzza di comunismo`, oppure `Sei un brigatista`. Era un esaltato, uno che si sentiva onnipotente. Toccafondi aveva messo da parte alcuni oggetti dei manifestanti. Disse che erano `trofei.
>> http://temi.repubblica.it/micromega-online/marco-poggi-io-linfame-della-caserma-che-ha-denunciato-quelle-torture/
La dottoresa Marilena Zaccardi alla caserma di Bolzaneto, secondo la sentenza della Corte d’Appello di Genova, dal 20 luglio al 22 luglio 2001, è stata accusata, di “aver consentito o effettuato controlli di triage e di visita sottoponendo le persone a trattamento inumano e in violazione della dignità”, “costringendo persone di sesso femminile a stazionare nude in presenza di uomini oltre il tempo necessario e quindi sottoponendole a umiliazione fisica e morale”
>> https://genova.repubblica.it/cronaca/2015/04/16/news/g8_la_seviziatrice_da_lezione_di_diritti-112075801/
>> Intervista a Marco Poggi [VIDEO] di Arcoiris TV

>> processig8.net_179_motivazione_sentenza_bolzaneto_14.07.2008_g8_genova_2001


Rod Richardson, era il nome di copertura di un poliziotto infiltrato inglese che assunse l’identità di un bambino morto e visse sotto copertura tra i movimenti anarchici inglesi per almeno quattro anni, scomparve nel 2003 partendo per un viaggio in Australia e non si ebbero piu’ notizie di lui. Scoperto da un inchiesta del The Guardian nel 2013, partecipo’ alle giornate del g8 di Genova tra gli strani personaggi dei i Black Bloc provocando in prima linea scontri diretti contro le Forze dell’ordine, avrebbe appiccato fuoco ad autovetture che in un caso hanno provocato una violenta carica degli agenti in tenuta antisommossa. La polizia metropolitana di Londra (Met) Metropolitan police, non ha voluto rilasciare informazioni alla richiesta di informazioni della Commissione parlamentare del Regno Unito sulle motivazioni per cui l’agente infiltrato undercover si sarebbe trovato in quelle situazioni e quali erano gli obbiettivi della missione, chi erano i suoi referenti e se ha coordinato azioni violente. C’era forse un disegno internazionale reazionario legato ai cosi detti “grandi della Terra” per la destabilizzazione dei movimenti che sostenevano un sistema economico alternativo al capitalismo neoliberista? Quanto sono coinvolte le Forze dell’ordine e i Servizi segreti italiani in queste operazioni di infiltrazione per creare tensione sociale a favore della reazione? Sta di fatto che nella galassia dei Centri sociali italiani gia’ nei mesi prima del g8 si percepiva una brutta aria, grandi perquisizioni, un sentimento d’odio che preparava la tensione sociale, preludendo la grande repressione militare attuata dai dipendenti pubblici delle Forze dell’ordine, indiscriminata, anticostituzionale, criminale, sostenuta dalla politica di un governo in conflitto d’interessi con i media che avevano sensibilizzato l’opinione pubblica demonizzando il movimento NO GLOBAL partito da Seattle. Come riportato da numerosi articoli e dal Genoa Legal Forum, dal movimento e’ stato denunciato piu’ volte il fatto che ci fossero infiltrati provocatori delle Forze dell’ordine, la Repubblica democratica italiana ha il dovere di fare chiarezza e giustizia, chiedendo anche l’estradizione degli undercover.

>> https://www.fanpage.it/attualita/g8-di-genova-infiltrati-della-polizia-tra-i-black-bloc-arriva-l-ammissione-delle-autorita-inglesi/
>> https://genova.repubblica.it/cronaca/2017/04/15/news/g8_genova_poliziotto_inglese_infiltrato_tra_i_black_bloc-163039675/
>> Undercover Research Portal https://powerbase.info/index.php/Rod_Richardson:_policing
>> https://www.theguardian.com/uk/2013/feb/06/rod-richardson-protester-never-was

>> Canale [VIDEO] processig8.net
>> http://processig8.net/
FESTIVAL POP DELLA RESISTENZA
>> https://www.gianpieroalloisio.it/festival-pop-della-resistenza-2020/
>> https://www.carlogiuliani.it/archives/musica/1090

Firenze città aperta: i giorni del Social Forum del 2002 https://www.repubblica.it/online/politica/socialforumquattro/corteo/corteo.html
Note dal Basso https://www.arcoiris.tv/scheda/it/14110/

(Testo e Musiche di Gian Piero Alloisio)
Inedita

Avevo voglia di sole
Avevo voglia di un tuffo
Avevo in cuore discesa e salita
E un ritornare alla vita
Dopo una breve parentesi buia
Volevo solo la gioia

Quella mattina di luglio
Se non mi sbaglio mi sveglia
Della mia piccola donna
La piccolissima figlia
Con un amore bambino
Nascosto sotto il cuscino
Quella mattina dormivo
Le ultime ore da vivo

E con la canottiera bianca
E la mia mezza tuta blu
Passo dal ponte e vado in giù
Passo dal ponte e vado in giù

C’era la gente
La gente bella
La gente vera
La gente tranquilla
Che aveva le mani
Di bianco dipinte
Tante le facce
Poche le finte
Ero stupito
Rimango lì
Ma quella gente
Me la ricordo così

E c’erano i carabinieri
E c’erano uomini neri
E c’erano i soliti ignoti
E pure i soliti idioti fra noi
E c’era un rotolo nuovo di scotch
Non so perché ma lo faccio
E me lo infilo in un braccio
Va bè, dai, il resto è noto
A parte il senso di vuoto che lascio
Qualcuno ha meditato e deciso
Sangue sangue sangue sangue sul viso

E mentre cado mi chiedo
Armato di un estintore
Quale delitto ho commesso
Forse ho difeso me stesso
Appuntato sei pagato per non perdere la testa
Mi arrendo al grande nulla e basta
Mi arrendo al grande nulla e basta

Vi mando un cuore per fare giustizia
Vi mando un cuore per fare un’azione
Vi mando un cuore per fare il politico
Nell’istituzione
E vi mando in sogno segnali di fumo
Chiavi di rabbia per porte già aperte
Vi mando i folli di Dio
Per vincere a scacchi la morte

Ora mi arrendo
A un grande Sì
Sento la vita incominciare da qui
Ecco! Incomincia da qui…

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