il_tevere_non_accetta_scorie_nucleari_protesta_a_roma_sulle_note_dell_orchestralunata_problema_interegionale
🎥#ELETTRITV💻📲 Benvenuti a questo primo approccio romano del Comitato No Scorie Nucleari – Tuscia in Movimento, siamo qui a difendere il territorio e oggi siamo stati sul Tevere perché il Tevere è il nostro territorio, perché il Tevere può essere veicolo di un disastro ambientale causato da un eventuale poi uscita di scorie, perché ricordiamo che questo deposito oltre alle scorie di bassa e media intensità tantissime scorie ad alta intensità che non dovrebbero essere stoccate in superficie. Quindi noi siamo qui per combattere questa battaglia e grazie a tutti per essere intervenuti i sindaci in primis. Grazie.

Famiano Crucianelli presidente del Bio-distretto della Via Amerina:
Allora, io direi di iniziare quella che necessariamente non può che essere una breve “Manifestazione” necessariamente perché abbiamo un accordo con le forze dell’ordine, dobbiamo rispettare i tempi che ci sono stati dati. Beh, voglio dire che questa è una giornata particolare, è proprio una giornata particolare e l’abbiamo voluta così, non casualmente. Poi quasi tutti venite dalla provincia di Viterbo, c’e’ anche una presenza che saluto calorosamente di cittadini romani oltre che di autorità anche della città di Roma. Noi abbiamo fatto diverse manifestazioni nella provincia di Viterbo, ne abbiamo fatte tre anche molto grandi, due a Corchiano nella Valle del Tevere, una a Vulci, quindi abbiamo avuto una sperimentazione di quanto sia forte il consenso nella provincia di Viterbo sulla nostra posizione di rifiuto inderogabile alla presenza di un deposito che, meglio sarebbe dire discarica di rifiuti radioattivi e di scorie nucleare nel nostro territorio. A queste mobilitazioni hanno dato un grande contributo anche i comuni e i sindaci dei comuni che sono qui presenti ed è stato questo un fatto di grandissimo rilievo. Praticamente tutti i comuni della provincia di Viterbo hanno partecipato. Voglio però ricordare uno sgradevole episodio perché poi le cose vanno dette anche per quelle che sono, perché con 35 sindaci della provincia di Viterbo all’inizio di tutta questa vicenda, Pietro è lì che mi può confortare, mandammo una lettera all’attuale ministro dell’ambiente Picchetto Fratin e con questa lettera noi chiedevamo un incontro, per spiegare tutte le ragioni tecniche, scientifiche, sociali ed economiche che portavano noi a dire che questo deposito era un deposito incompatibile con il presente e con il futuro della provincia di Viterbo. Sono passati 3 anni, forse più di 3 anni da quella lettera e non abbiamo mai avuto una risposta dal ministro Pichetto Fratin. Voglio anche aggiungere che appena il ministro è stato eletto, poche settimane dopo, alcuni sindaci invece piemontesi, Fratin è piemontese, sono stati accompagnati da un parlamentare della Lega del Piemonte e sono stati ricevuti e come loro dicono, rassicurati dal ministro Picchetto Fratin. Allora, se loro pensano che tutto ciò possa indurci a una sorta di abbandono del campo, hanno proprio sbagliato. Fatti e provocazioni come questi non fanno che aumentare la nostra determinazione. Questo deve essere chiaro. Loro devono sapere, e questo è il primo messaggio che noi siamo oggi in questa città, che i cittadini, comitati e istituzioni della provincia di Viterbo non abbandoneranno il campo. Se la loro speranza è che anno dopo anno, giorno dopo giorno ci porteranno all’esaurimento nervoso, hanno sbagliato. Hanno proprio sbagliato di grosso. Questa è la prima cosa che vogliamo dire. Ma l’abbiamo voluto dire qui a Roma in modo particolare, siamo, come voi sapete, a 2 km forse anche meno dal Parlamento, da Palazzo Chigi, da quelle che sono le sedi dove vengono prese le ultime decisioni su questa vicenda a nostro parere drammatica. Ma questa nostra presenza a Roma ha ancora un altro significato e se volete è ancora più importante. Io voglio ringraziare veramente tutti gli esponenti, sia del Consiglio Comunale di Roma, sia dei Municipi che sono qui presenti per aver partecipato a questa manifestazione, ma voglio anche ringraziarli soprattutto per l’atto istituzionale che hanno fatto quando hanno votato all’unanimità nel Consiglio comunale di Roma un ordine del giorno che sostiene quelle che sono le ragioni della nostra lotta. C’è stata una identificazione tra il Comune di Roma, la provincia di Roma e quella che è la nostra Zona. Ora guardate, questa non è soltanto una sorta di gemellaggio storico, no? Non è quindi una naturale simpatia tra cugini, fra parenti, no? C’è qualcosa di più. C’è qualcosa di più solido, è veramente irresponsabile. Abbiamo cercato di dirlo in tutti i modi, è veramente irresponsabile fare un deposito di 95000 m³ di rifiuti radioattivi, quasi 20.000 dei quali di scorie nucleari, un deposito, in superficie, cioè un capannone. Di questo stiamo parlando. Quando la stessa Unione Europea dice che i depositi, i luoghi dove mettere le scoglie nucleari devono stare a grande profondità, diverse, centinaia di metri sotto la superficie e noi ci troveremo un bel capannone con dentro questi 20.000 m³ di scorie nucleari. È un atto veramente irresponsabile, ma è ancora più responsabile fare una scelta di questo tipo a poche decine di chilometri di Roma. Bisogna che i romani lo sappiano. Qualsiasi cosa dovesse accadere lì, qualsiasi cosa è come se accadesse a Roma. E quando diciamo qualsiasi cosa, parliamo non solo di fatti naturali, parliamo anche di fatti che sono all’ordine del giorno. Basta accendere ogni giorno la televisione, parliamo di attentati, parliamo di guerra, parliamo di aggressioni militari che vengono fatte proprio ai siti nucleari perché diventano degli obiettivi strategici e preziosi per chi fa la guerra. Quindi, mettere il deposito di scorie nucleari vicino a una città che è il capoluogo dell’Italia, nella quale vivono 4 milioni di abitanti, è veramente una scelta irresponsabile da parte di chi la vuole fare. Guardate, questa scelta è evidente che non è stata fatta, ma non può non preoccuparci che su 51 siti, 51 siti che vengono ritenuti idonei, 10 dei quali non esistono perché stanno in Sardegna e in Sicilia e la Sogin ha già detto che lì non andranno mai, quindi su 40 siti 21 sono nel nostro territorio, la Regione Lazio, cioè abbiamo la maggioranza dei siti, quindi certo che non è stata fatta una scelta, ma certo che è una cosa probabile, possibile, visto la percentuale che noi abbiamo e quindi per questo noi siamo anche così determinati perché io ricordo alcuni anni fa ero proprio in Parlamento e un sottosegretario di fronte al quesito, ma che fine fanno queste scorie? Disse ma non ti preoccupare, nella provincia di Viterbo non arriveranno mai, erano anni fa. Poi è arrivata la CNAI Carta Nazionale delle aree idonee, 67 siti individuati di quei 67-21 erano appunto a casa nostra. Dopodiché ho detto, badate, ma qui mi pare che non è proprio così semplice. Noi ci preoccupiamo e ci battiamo allo stesso tempo perché questo fatto non debba accadere. Ma dicevo che Roma è al centro di questa questione. Se voi pensate a un’altra grande cosa che oggi viene evocata direttamente con il Tevere, la provincia di Viterbo nel suo insieme è veramente un territorio con tante falde acquifere superficiali e alcune delle quali penso soprattutto alla zona di Montalto, a tutta la zona di Canino, tutta quella zona è una zona ricchissima di falde, che molto spesso sono quasi termali, se non proprio termali, che non dovrebbero essere lì i siti perché è proprio previsto che laddove ci sono delle falde che hanno questa natura che è vulcanica, perché il nostro territorio è vulcanico, bene lì non ci dovrebbero stare. Ma da quest’altra parte, nella zona Teverina, la Valle del Tevere che è quella che ci riguarda direttamente come Biodistretto della via Amerina, queste falde superficiali sono a pochissimi chilometri dal fiume Tevere. Ora, se voi pensate che in Germania, dove in una miniera, sto parlando della Germania, non di un paese centroafricano, vi è stata una potentissima infiltrazione di acque ed ora hanno le acque radioattive tutto intorno a questo deposito e non sanno come tirare fuori questi 130.000 barili di scorie radioattive. Poi capite bene qual’è il problema che c’è e quindi la nostra presenza oggi sul Tevere sta a indicare il rischio reale che la città di Roma può cogliere nel momento in cui si dovesse avere un inquinamento delle acque, delle falde che sono a pochi chilometri vicino al Tevere. Vedete, c’è un luogo a me caro perché si chiama San Famiano a lungo nel Comune di Gallese in Teverina vicino ad un area di un deposito nucleare a pochi centinaia di metri dalla foce del Rio Fratta nel Tevere vicino all’Oasi Pian Sant’Angelo e al Monumento Naturale Rio Fratta. E questa è l’altra grande questione che noi poniamo ai cittadini di Roma e alle autorità di Roma. Quello che è il sito che qualcuno potrebbe individuare nella nostra terra, nel nostro territorio, riguarda direttamente la sicurezza della città di Roma. Ecco perché, ed ho concluso, noi abbiamo detto, qualche volta determinando anche un’irritazione politica che noi comunque come comitati della provincia di Viterbo avremmo detto l’ultima parola o chiedevamo di dire l’ultima parola, lo volete chiamare referendum e chiamatelo come volete, ma che comunque una scelta che ipoteca il futuro di un’intera comunità non può essere presa dall’alto. deve avere una verifica popolare nei territori dove si vive e questo noi lo abbiamo detto e lo ridiciamo, ma dico di più oggi, questa scelta per l’influenza diretta che ha sulla città di Roma chiama in causa anche i cittadini di Roma. Non è una cosa che riguarda solo i cittadini della provincia di Viterbo, ma riguarda anche i cittadini di Roma, del Lazio e della Valle del Tevere a livello interregionale. Quindi il governo, chi decide deve sapere che dall’altra parte non c’è soltanto la provincia di Viterbo, ma c’è quel mondo che va da Roma attraverso la Valle del Tevere fino all’Umbria, perché tutto questo mondo è coinvolto da una scelta di questa natura. Ecco, queste sono le cose che volevo richiamare, che noi diciamo molto spesso quando ci incontriamo, ma ha un qualche significato ripeterle in questa città. Io ho finito qui. Darei la parola ai nostri ospiti che sono qui pregandoli appunto di essere brevi e sperando che questa nostra iniziativa, come ho già detto, è il secondo passo. Il primo passo è stato quello del consiglio comunale e il secondo è questa mobilizzazione.

14:31 Claudio Marotta consigliere Regione Lazio
14:38 consigliere Regione Lazio
19:25 Elena Angiani assessore del Comune di Viterbo
20:33 Adriano Labbucci assessore I Municipio di Roma
22:05 Giammarco Palmieri presidente commissione ambiente del Comune di Roma
24:00 Danilo Corazza sindaco di Civita Castellana
25:31 Gabriele Antoniella presidente del Biodistretto del Lago di Bolsena
22:05 Pietro Piergentili vicesindaco del Comune di Corchiano
28:45 Assessore Roma
30:20 Federico Grattarola sindaco del Comune di Vignanello

>> https://www.elettrisonanti.net/2025/04/07/no-deposito-scorie-nucleari-nella-valle-del-tevere-assemblea-pubblica-comune-di-gallese-manifestazione-di-corchiano/

css.php