Emilio_stella_al_rifugio_hope_castel_sant_elia
🎥#ELETTRITV💻📲 Allora, inizio a scrivere canzoni che avevo circa 11 anni perché mio nonno paterno mi costruì una chitarra, me la costruì proprio lui con le sue mani e me la regalò. Io non sapevo suonare perché ero un ragazzino e nonno da lì a poco morì. A me rimase questa chitarra nell’armadio di nonna e lui scriveva anche poesie, un po’ un modo per rimanerci in contatto. Come ho iniziato, mio zio m’ha spiegato tre accordi con la chitarra e anche per emulazione ho scritto una poesia, l’ho musicata e da lì ho cominciato a giocare, a scrivere canzoni a 11 anni e da lì non mi sono più fermato praticamente, sono originario di Pomezia, tra Torvajanica e Pomezia, insomma da quelle parti. Professionista. Sì, diciamo che poi vabbè, ho sempre sognato di fare questo, eh, però anche i genitori, no, sai quando dici “Voglio fare il cantautore nella vita” e in qualche modo ti indirizzano verso delle strade più sicure, se così possiamo dire. Quindi ho fatto tanti lavori fino ai 25-26 anni più o meno, dal serramentista, quindi in fissi d’alluminio, il call center, il corriere, eccetera. Poi ho deciso di licenziarmi e cominciare a fare soltanto questo nella vita. Quindi è stata proprio una canzone che si chiama Vorrei essere libero, che mi è venuta mentre lavoravo, mentre facevo il serramentista. Facevo questo lavoro che mi agnentava proprio il pensiero. Non capivo più se ero un uomo o una macchina e mi esce questa canzone così di getto e mi dà una botta di energia talmente forte che il giorno dopo vado in officina, mi licenzio e comincio a fare il cantautore nella vita. Quindi so partito dai localini, dal basso.
Ci sono diverse figure artistiche che mi hanno ispirato di più, in generale è comunque la vita, cioè quello che ti succede, che si trasforma in musica. Chiaramente ho degli artisti di riferimento, forse probabilmente uno tra i più importanti è stato Rino Gaetano perché mi ha fatto capire che si possono dire delle cose pesanti anche con una chiave leggera e poi vabbè, ne potrei citare tanti altri da Lucio Dalla, forse è stato uno dei primi quando ero piccolo che capivo, ho un disco di Lucio Dalla del 1987, avevo 4 anni, mio nonno e mia nonna mi regalarono questo disco di Lucio Dalla a 4 anni, sono un po’ questi i cantautori, diciamo, degli anni 70, ma Rino in particolar modo e i testi. I miei testi oggi nascono ispirandomi a quello che io vivo, sento, assorbo e a un certo punto c’è un momento in cui ho bisogno di scrivere. Per me lo scrivere è proprio un bisogno fisiologico, come quando tu senti fame, io sento proprio il bisogno di dover comunicare qualche cosa.
Nel 2011 mi sono autoprodotto il primo album Panni e scale, ed ho ricevuto anche diversi riconoscimenti con il quale sono andato a fare anche il premio Tenco a Sanremo, completamente autoprodotto. Poi in mezzo sono usciti tanti singoli, ma dal primo al secondo sono passati 7 anni. Il secondo è uscito nel 2018 si chiama Suonato, che è un album che è stato, tra l’altro, finanziato da dal Ministero dei Beni Culturali e da SIAE, quindi ha vinto un bando. E anche questo album, insomma, è andato abbastanza bene, l’ho portato in giro, quindi 2018 sono usciti diversi singoli e nel frattempo nel 2022 poi è uscito Salva.
Artisti con i quali ho collaborato alla scrittura di testi sono, Le Bestierare che è gruppo storico rap romano, rap hip-hop, tra i quali c’e’ Elio Germano come come fondatore del gruppo. Ho collaborato con Brusco, con Simone Cristicchi, che tra l’altro mi ha anche suggerito tanti anni fa di far nascere uno spettacolo di Teatro Canzone che attualmente sto portando in giro parallelamente live e diciamo le collaborazioni più o meno sono queste, Er pinto che è uno street artist italiano, Giulia Anania, Frances Alina Ascione che è un’altra cantante molto molto brava insomma, collaborazioni diverse, insomma, anche perché la musica, il bello della musica è proprio questo, no? poter condividere, poter anche contagiarsi, ecco. Il fatto di ascoltare musica soltanto attraverso un un distributore gigante che tra l’altro funge da contenitore, cioè io affido la mia musica a un distributore che a sua volta lo distribuisce e va a finire su Spotify. E questa roba è un po’ diventata quasi d’obbligo, no? Cioè, sembra quasi come se non sei su Spotify non esisti. E questa cosa vorrei che cambiasse perché non credo che sia giusta. È un po’ come il piccolo commerciante o l’artigiano che prova a mandare avanti la sua bottega, non ce la fa perché arriva la concorrenza sleale del colosso come Amazon che ti uccide e tu sei costretto a chiudere. Ecco, bisognerebbe riportare valori come l’equità anche nella musica. Credo che pure l’evento di stasera, il fatto di mettersi anche sullo stesso piano degli animali, che poi hanno nella parola stessa, la parola anima, quindi siamo tutti anime. È d’accordo anche il pavone.
Questa sera farò un concerto che è un concerto che tratta anche tematiche ambientali, che tratta anche tematiche che secondo me con il posto ci stanno bene. È un modo per ridere, per stare insieme, ma anche per riflettere, ormai una tradizione al Rifugio Hope vengo praticamente da non so quanti anni, sicuramente sono quattro, la tradizione è diventata amicizia e sono molto contento di stare qua come ogni anno. Quindi daje. Un saluto a tutti gli amici di @elettritv da Emilio Stella.

Ciao, sono Corinna del Rifugio Hope un rifugio di animali liberi, antispecista che ospita più di 500 animali di 25 specie differenti. Sono tutti animali sottratti dallo sfruttamento, dall’abbandono, da scarti di allevamenti, da rinunce di proprietà, insomma arrivano da tutte le provenienze. Sono animali che qui ritrovano il loro essere liberi, la loro identità, insomma noi qui li lasciamo liberi di convivere con altri animali di altre specie. I rifugi sono quei luoghi in cui gli animali ritrovano se stessi. Il nome del Rifugio Hope è nato nel 2015, ma io sono dal 2002 che aiuto animali, ho iniziato con cani e gatti e nel frattempo lavoravo e facevo il lavoro di amministrazione, contabilità, magazzino. A un certo punto mi sono stufata, ho mollato tutto per buttarmi in questo progetto e questo sogno che avevo da bambina di aiutare più animali possibili. Ed è per quello che il rifugio è arrivato a essere anche così grande e pieno di animali proprio per un sogno da bambina. Non possiamo sempre salvarli tutti, ma cerchiamo di fare il possibile, aiutarne il più possibile. Il rifugio è nato in realtà non qui dove siamo adesso a Castel Sant’Elia, ma siamo stati un po’ itineranti, un po’ qui e un po’ lì. Poi alla fine ci siamo stanziati qui a Castel Sant’Elìa, è anche il posto dove noi vorremmo continuare a vivere ed è per quello che stiamo cercando di acquistare il terreno per gli animali. Che cosa si può fare per aiutare Rifugio? Allora, il Rifugio non e’ sovvenzionato da nessuno, noi ci autofinanziamo, ovvero facciamo eventi dove invitiamo le persone qui, con pranzi e cene di beneficenza per raccogliere fondi e mandare avanti il rifugio che ha un costo mensile di €9.000 di spese fisse. Faremo anche un festival che è il Festival Antispecista Ecologista il 27 e il 28 settembre. È un festival molto grande a livello nazionale ed è anche uno dei primi festival che si tiene direttamente dentro un rifugio di animali liberi.
Il festival praticamente è organizzato con dibattiti sul palco, incontri, abbiamo anche cooking show, abbiamo tantissimi stand etici sia di cibo che di artigianato. Abbiamo tanti rifugi, antispecisti, ospiti qua al festival e anche tante associazioni. Quello con cui noi lottiamo costantemente tutti i giorni è proprio perché nel nostro sistema l’animale non viene considerato un soggetto, un essere senziente, ma piuttosto un oggetto e infatti siamo contro a tutti i tipi di abusi e di allevamenti proprio che trattano gli animali come se fossero esseri inanimati.
@elettritv: Quindi diciamo l’industrializzazione in generale?
Sì, ma tutto, proprio tutto, noi siamo contro, la scelta nostra è anche vegana, proprio perché non vogliamo prendere nessun prodotto derivato dagli animali, perché non sono poi loro a volerceli donare, ma siamo noi a prendercele con la forza.
Se volete venirci a trovare e conoscere la nostra realtà, noi facciamo eventi due volte al mese dove potrete stare a contatto con gli animali e seguiteci su le nostre pagine social, insomma. Sì, sì, sì. Noi facciamo eventi a numero chiuso perché ovviamente non possiamo aspettare tantissime persone, però se seguite appunto le nostre pagine Instagram e Facebook troverete gli eventi e tutti i dettagli per parteciparci. E mando un salutone grandissimo a @elettritv. Ciao ragazzi.

No comments

You can be the first one to leave a comment.

Leave a Reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

css.php